Della forza comunicativa degli autoritratti realizzati da disegnatori abbiamo già parlato un po’. Soprattutto per sottolinearne la valenza di complessa auto-riflessione su di sé, sul segno, e sul proprio mestiere.
Tra i tanti esempi con cui potremmo continuare (e prima o sarebbe bello parlare del più bravo di tutti: Saul Steinberg), di recente ne ho scoperti alcuni che non conoscevo, opera del recentemente scomparso Ronal Searle:
Da un indiscusso maestro della linea, non mi ha stupito ritrovare un altro autoritratto tipicamente, diciamo, steinberghiano:
Ma l’autoritratto che ho trovato più affascinante e completo, perché in grado di lavorare su tutti e tre gli aspetti che dicevo (mestiere/pratica del disegnare; il significato del segno; e l’identità individuale dell’autore) è quello che segue: un “teatro di marionette” di linee e di forme, che gioca con la Storia (in costume) e con la relazione tra linea e macchie ‘informali’:
Archiviato in : autori&artisti Messo il tag: | Ronald Searle, selfportrait










