Intorno alla diffusione della parola “graphic novel” molto si è detto e si continua a dire. Ci sono i pasdaran del fumetto “popolare”, che interpretano la parola come mero atteggiamento snobistico. Ci sono gli ideologi del fumetto “d’autore”, che predicano l’esistenza di un’essenza ‘altra’ rispetto a quel mezzo chiamato fumetto. Ci sono i cinici della prospettiva commerciale, secondo cui la sola differenza con fumetto è questione di packaging editoriale.
A monte e a valle di queste posizioni, però, c’è un altro problema. Più banale, più drammatico, più paradossale?
In Italia, c’è persino chi fatica a scriverla correttamente:
Grafich novel (all’itagliana?):
- L’Unità (quotidiano)
- Terra (quotidiano)
- Fidest (agenzia giornalistica)
- Vertici (portale)
- Nuvoloso (libreria)
Grafic novel (parla-come-magni?):
- VascoRossi.net (sito web ufficiale)
- Fullsong.it (webmagazine)
- CorriereInformazione.it (webmagazine)
- Fumettodautore.com (webmagazine)
- ubcfumetti.com (webmagazine)
Grafhic novel (Itanglish and beyond?):
- SalernoinPrima (newsmagazine)
- Il Cinemaniaco (blog / nanopublishing)
- Cinetivu (blog / nanopublishing)
- Twilight Italia (fan magazine)
Certo, i refusi capitano. E certo, a volte l’errore è a monte, in un comunicato stampa mal scritto (ma attenzione: copiaincollare non equivale a deresponsabilizzare).
A voi dunque leggere, googlare, e trovare le “parole per dirlo”.
Chissà che – visti i tempi – un nuovo Popolo delle Libertà (Linguistiche, s’intende) non sia pronto ad accogliere a braccia aperte i nuovi, creativi trasformismi dall’inglese fumettologico che fu.
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mi sa che hai scritto un post geniale!
grande matteo!
ora geniale mi sembra un tantinello eccessivo, utile senza alcun dubbio almeno ho avuto la possibilità di correggere un errore di battitura.
geniale per come si è preso gioco del tema…!
Pazzesco… ed esilarante! Bravo!
Mi unisco al coro: fantastico!
Il programma di scrittura “intelligente” del mio cellulare mi suggerisce graphic nobel.
ah ah ah ah… grande
Da un lato vi ringrazio. Dall’altro mi preoccupo: se per farvi sbrodolare in complimenti basta prendere in mano la penna rossa, non vorrei trovarmi in casa una Gelmini entusiasta
beh…
http://prontoallaresa.blogspot.com/2010/07/ma-mica-se-la-sono-presa-uh.html
ovvero…
http://www.fumettodautore.com/editoriali/1640-leditoriale-r-romics-decima-edizione-si-aprono-i-giochi
Sulla battuta di Bottero nel ps, fatemi essere vecchio e anacronistico: spesso i romani non ridono delle battute dei milanesi, e forse anche viceversa, perché, be’, diciamo, sono umorismi diversi per cultura e indole locali.
Un ultimo commento sugli errori nell’ortografia di graphic novel: ci torno su perché mi interessa ridimensionare la questione, al di là della sorpresa e dello «sgomento». Il problema mi pare, più e oltre che sulla cultura del fumetto, sulla conoscenza dell’inglese. Un giornalista o un redattore che scrivono «grafich novel» evidentemente scriverebbero anche «grafich design» e chissà quant’altri errori commetterebbero. A meno che non si tratti di giornalisi e redattori che citano consapevolmente l’operazione di camaleontismo ortografico del moebiussiano Arzach.
* giornalisti. Come vedete chiunque può commettere errori, perfino io.
marco: se la butti sulla lingua inglese, allora sì che vuoi generare sgomento. Occhio.
Sull’ironia roma-milano, francamente mi pare “arrampicamento-su-vetro”
Non c’è nulla di ‘padano’ (orrendo aggettivo della science-fiction leghista, ma ci capiamo) da cogliere: ho fatto notare quante volte compaiono errori sulla scrittura della parola graphic novel, in ogni genere di testata, dalle più serie alle più improvvisate. Se qualcuno vuole ridere, piangere, indignarsi, fregarsene ecc., massima libertà: ho solo offerto un dato, presentandolo con tutta la leggerezza del caso. E ritengo che chi drammatizza quel dato sbaglia. Così come sbaglia chi infila la testa sotto la sabbia e finge di non vederlo.
ciao.
http://archiviostorico.corriere.it/2010/dicembre/08/Contenuti_alti_disegni_colti_Grafic_co_10_101208029.shtml
Gran bella segnalazione (bella è un brillante eufemismo). Mi pare di capire che questo pezzo è andato sul cartaceo. Spero non sul dorso nazionale, almeno.
Ho deciso di riprendere dalla soffitta la bacchetta di legno con cui un tempo le maestre scorticavano le nocche ai bimbi asinelli a scuola.