Pic-Nic. Nuovo Popfumetto Italiano

La notizia: nasce una nuova rivista. Si chiama Pic Nic. Il progetto è di un gruppo di giovani autori italiani, noti come “Superamici”. La formula editoriale è (quasi) inedita: una free press a fumetti. I contenuti sono pieni di un’energia contagiosa, una vitalità pop quasi inattesa nella gelatinosa Italia [fumettistica?] degli ultimi tempi. La presentazione al pubblico sarà a Bologna, il 6 marzo, durante il festival Bilbolbul.

Il progetto pare curioso. E promettente. Dunque eccoci: se volete saperne di più, e avete voglia di proseguire la lettura, vi racconto qualche dettaglio [inclusa la prima immagine 'unofficial' della rivista, e i disegni dei "cosini", versione iconica di Ratigher, Lrnz, Tuono Pettinato, Dr.Pira, Maicol&Mirco].

Da oltre un anno il ‘collettivo’ Superamici stava preparando questo nuovo progetto editoriale. Il lavoro che questi 5 autori hanno realizzato negli ultimi 3-4 anni li aveva fatti notare come dinamici, creativi e talvolta eccellenti (e di uno fra loro ho già detto anche qui). Hanno pubblicato autoproduzioni, curato spassose antologie porno (!), creato una rivista collettiva dal nome sciocchino Hobby Comics, ideato una mostra/decostruzione di Bilbolbul per l’omonimo Festival del 2008, e realizzato diverse pubblicazioni personali. Il bello del loro percorso è che il risultato del lavoro di gruppo ha sempre prodotto qualcosa di superiore alla semplice somma dei singoli: la diversità – narrativa, artistica, culturale – si è rivelata una risorsa per definire una cifra editoriale caratteristica e vitale. Un’idea di fumetto come intrattenimento, vissuto e praticato con schiettezza, anche se mediato dalla consapevolezza – un po’ al “secondo grado” – di fare un lavoro che dell’intrattenimento è anche una (divertita) critica.

La rivista Pic Nic nasce da questa esperienza collettiva. Ma prova ad alzare il livello della sfida: portare un’idea di fumetto che mi ostino a chiamare pop – popolare, genuinamente divertita, e attenta agli stili emergenti – a un pubblico ampio e, soprattutto, in qualche misura nuovo.

La pubblicazione si presenta in modo piuttosto ‘alieno’ rispetto all’offerta editoriale tradizionale, a fumetti e non. Si tratta di tre fascicoli “impacchettati” in un’unica confezione/scatola. Il contenitore sarà il vero volto della rivista, la sua cover, illustrata secondo una sensibilità che viene evidentemente più dalla grafica che dall’illustrazione. I tre fascicoli hanno foliazioni differenti (36, 48, 72 pagine) e presentano generi / contenuti diversi: Pic-Nic Ha-Ha (comico), Pic-Nic Bang (azione), Pic-Nic Mumble (art comics e ‘fumetto di realtà’).  Si tratta quindi di un supporto da 156 pagine di fumetti (pochissimi i redazionali).

Gli autori coinvolti? Tra gli italiani: Paolo Bacilieri, Francesca Ghermandi, Giuseppe Palumbo, Alessandro Baronciani, Andrea Bruno, Paolo Parisi, Davide Toffolo, Squaz, Adriano Carnevali. Insisto su quest’ultimo: Carnevali è a mio avviso uno dei più dotati character designer della storia del fumetto italiano, già autore umoristico del Corriere dei piccoli, e (in)dimenticato creatore negli anni 70 dei Ronfi, una sorta di equivalente sottovalutato dei Puffi (chissà quale carriera avrebbero avuto, gestiti da più abili editor e professionisti del licensing). Gli autori stranieri saranno svelati a Bilbolbul. Ne cito uno solo. Anche perché ignoto in Italia: una giovane donna, autrice umoristica, pubblicata da Scholastic e First Second, che si chiama Sara Varon.

La rivista cerca il suo pubblico tra i giovani. Adolescenti. La tiratura programmata è di 20mila copie. Per raggiungerli ha messo a fuoco una strategia distributiva del tutto eccentrica: non tanto fumetterie e librerie, ma circuiti differenti, e anche del tutto non canonici. Per esempio: la rete dei concerti musicali (grazie alla partnership con una nota agenzia di organizzazione di eventi musicali), o un certo numero di negozi di abbigliamento (grazie ad un’altra partnership con un produttore di capi per teenager), e altri accordi che si stanno definendo. Grazie anche al lavoro dell’agenzia romana Xister. Una sfida la cui riuscita è tutt’altro che scontata. Ma che è una bella e sensata scommessa.

Infine il modello di business: free press, pagata quindi dagli inserzionisti pubblicitari. Un modello non proprio “in piena forma”, nel contesto odierno di crisi dei mercati pubblicitari. Ma tuttavia - se si eccettua il caso, meno fumettocentrico, della a-me-ben-nota collana ZeroGuide - un modello ancora sottovalutato in ambito fumettistico, anche (non dimentichiamo) per ragioni storiche di cultura editoriale, ecc. ecc.

Le mie aspettative verso questo progetto – che conosco solo in parte – sono piuttosto elevate. Questo blog lo mette agli atti. Vedremo. Quel che è certo è che il fumetto popolare italiano continua ad avere bisogno, oggi, di forti iniezioni d’energia. Come questa. Pic Nic prova a gettarsi nella mischia, spiazzando con un modello gratuito, una distribuzione alternativa, e un mucchio selvaggio di autori di talento, in grado di rompere anche le uova in qualche paniere (editori : sveglia!).

Tanti auguri, per cominciare.

10 Risposte

  1. cacchiarola, ma uno che è fuori da certi giri o lontano (geograficamente) come fa a procurarseli??? così non fai altro che girare il coltello nella piaga… almeno mettere a disposizione i pdf online… (mi riferisco anche alle zeroguide!)

  2. Stefanelli, complimenti per il blog attivissimo, io non sono mai riuscito nemmeno a pensare di aprirlo un blog! Ma non riesco a capire, passi la tua vita a fare il blog!?!? Sono tutti spunti interessantissimi e informatissimi, ma ogni volta che mi collego c’è almeno uno o due post nuovi e iperillustrati! O sei una saetta con la tastiera e il mouse, o non dormi la notte, o c’hai i ghost!!
    Complimenti, un blog che ci voleva, ma, come sempre, non montarti troppo la testa!
    Marco

  3. @mordente: in effetti Pic Nic e ZeroGuide non escono dalle grandi città. Perché non stringi un patto di sangue con un libraio che possa tenerle da parte? Ah: a Bilbolbul troverai tutto ;-)
    @torakiki: dall’idea alla realizzazione ci ho messo 1 anno. Quindi non mi ritengo un tipo rapido (ghosts? haha)… In compenso ammetto una cosa: con mouse e browser sono una saetta! ;-)

  4. ribadisco… lontano geograficamente: bilbolbul=bologna, mordente=50km_south_from_salerno…

  5. Caro Mordente, sono una vocina molto ben informata e ti comunico che, se tutto va bene, Pic Nic sarà disponibile in pdf, gratuito, sul sito, come applicazione, gratuita, su iphone e financo ipad. Se poi proprio non riesci a sopportare l’idea di entrare in contatto solo con la pallida ombra platonica della rivista, sul sito potrai presto abbonarti o acquistare arretrati cartacei. Stavolta per una cifra ridicola che copra le spese di chi si preoccupa di seguire il tuo ordine, per coprire i costi di trasporto e di gestione del magazzino.

    Saluti al maestro Stefanelli.

  6. grazie gozer (e grazie a matteo per avermi inviato lo scorso anno la ZeroguidaBacilieri)

  7. Farai parte del mio blogroll! Non prometto visite perchè sono veramente un granello di sabbia in questo mare multimediatico, ma non posso fare altro… Complimenti!

  8. @gozer: l’ipad esce ad aprile, in Italia. Sicuri di essere già pronti? ;-)
    @principessaraffreddata: vedi tu. Non promettere visite, ok, ma almeno prometti di spiegarci il tuo nickname ;)

    • Eh eh… Un giorno guardo mia figlia stravaccata sul divano con gli occhietti lucidi e il naso moccioloso… e le dico “principessa raffreddata vuoi qualcosa?”… Lei risponde “mi racconti una storia mama”… e così è nato il blog e il mio nickname :-)

  9. Pic-Nic, storia di una buona idea…

    Pic-Nic comics Oggi sul suo blog, lo sceneggiatore Roberto Recchioni riflette su una bella iniziativa a fumetti, già presentata a suo tempo anche da Matteo Stefanelli,  che coniuga intelligenza editoriale e voglia di sperimentare. Un gruppo di cartooni…

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